“Stepchild adoption” e i senatori entrano in crisi (linguistica). Con strafalcioni esilaranti quanto ridicoli

Che spettacolo, ragazzi! Ascoltare i nostri politici alle prese con la lingua di Shakespeare è davvero penoso. Durante il dibattito parlamentare sul ddl Cirinnà relativo alle unione civili  i nostri legislatori sono riusciti a dare il peggio di sé, non solo nel merito ma anche nella forma. Molti si sono lanciati in voli pindarici con citazioni tratte dalla Bibbia, incursioni letterarie o divagazioni veterinarie, ma tutti  sono inciampati al momento di pronunciare “stepchild adoption”.

Verrebbe voglia di scomodare il caro Sigmund Freud. Forse i parlamentari non hanno avuto nessuna intenzione di votare quella legge e la loro insofferenza ideologica si è espressa proprio nella loro performance da brivido con “stepchild adoption”. In realtà Freud può riposare in pace, non è stato il rifiuto di votare la legge che li ha spinti a queste meravigliose papere linguiste, bensì la loro superba ignoranza. Speriamo che i nostri europarlamentari siano di tutt’altra pasta, meno circo Barnum e più sostanza,

“Stepchild adoption” e i senatori entrano in crisi (linguistica). Con strafalcioni esilaranti quanto ridicoliultima modifica: 2016-02-04T11:42:10+01:00da roomford
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